'con l'augurio di molte farfalle'

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giovedì, 26 ottobre 2006

la mattina

stamattina corso di francese, ore otto e trenta.

dopo aver ricaricato la sveglia per ben due volte, al terzo squillo decido di alzarmi.

mi ci vuole poco tempo, mi lavo, mi vesto, prendo il caffè zuccherato dato che non nulla per fare colazione.

dieci minuti e sono sul treno. solito cambio alla défence, stamattina sembra procedere tutto senza intoppi.

Nanterre université, scendere. qualche passo nei camminamenti sotterranei e poi finalmente fuori.

alle otto il sole non è ancora sorto.

il cielo è vestito di un blu lucente, striato appena di azzurro. la brezza è piacevole, mi ci sto abituando di buon grado.

indugio qualche minuto lungo la strada pensando che un cielo cosi' l'ho visto raramente. "qui se fa brutto, fa brutto veramente, ma se il tempo è bello il cielo è capace di lasciarti senza parole".

esattamente.

inspiegabilmente piena di grazia affretto il passo e intanto il mio viso, ancora addormentato, si stira dolcemente.

 

postato da: Luluisa alle ore 12:00 | link | commenti (2)
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reinassence

Ieri sera, forse per la prima volta, mi sono sentita all'estero. 

alla sette la biblioteca stava chiudendo e io mi sono affrettata a raggiungere il posto in cui mi sarei dovuta vedere con S. l'aria era incredibilmente tiepida e il cielo carico di sfumature brillanti, dal blu all'arancio. pensavo a quanto tutto cio' fosse piacevole e a quanto alle volte mi lamentassi per niente.

il tempo di arrivare e S è già li'. mi fa segno di seguirla e dietro il batiment di filosofia scopro con stupore la grande arche a pochi metri, bianca e massiccia.

andiamo verso la rer, insieme, perchè nessuna delle due vuole rimene da sola stasera. mandiamo messaggi anche ad altri, ma nessuno rispode.

arriva la rer, la direzione è saint-lazare. una volta sedute chiedo a S. di cominciare a parlare in francese, nonostante la calca di persone comprenderà benissimo che entrambe siamo italiane.

parliamo senza tono ne' ritmo della giornata trascorsa, mentre intorno a noi i francese scorre a cascatelle vivaci e vezzose.

una volta scese alla fermata, ci occorrono cinque minuti per arrivare sotto casa sua e mentre lei telefona da una cabina io raggiungo la trattoria cinese e in italo francese chiedo se mi possono dare una porzione di quello e due di quell'altro. esco, tutto ok, anche se la signorina cinese non ha capito che doveva scaldarmi il tutto.

poco importa. ho le chiavi, salgo le scale a chiocciola e S. mi raggiunge davanti alla porta.

mentre scalda la cena sulle piastre io dispongo le posate e i bicchieri, rendendomi conto che ho dimenticato la birra; in risposta, dal frigo sempre attentamente riempito S. estrae una bottiglia di sidro.

ci sediamo, il riso è freddo, la carne saporita e il sidro lascia in bocca un inaspettato sapore dolciastro, non sgradevole.

si continua con il francese, scopro che S. va matta per la fonetica e m'insegna a riconoscere i vari suoni e le regole che li governano.

si ride, entrambe sappiamo di parlare a casaccio (la science c'est bonne mais...).

arriva il caffè e vengono tirate fuori finalmente le medeleine.

ora si parla di libri. S. è incuriosita e si annota alcuni titoli. io faccio lo stesso, pensando che abbiamo gli stessi gusti.

è quasi l'una, non è tardi, ma ho l'ultimo treno da prendere. esco di fretta, corro fino alla stazione, salgo appena in tempo. sento la faccia pulsare dalle sforzo e evito di guardare il mio aspetto nei vetri.

dopo qualche fermata arriva al mio orecchio un suono familiare, un altro italiano che s'impegna nel francese. mi volto, lui mi dà le spalle, chissà dove si ferma.

ecco, sono arrivata. scendo dal vagone e...incredibile, l'aria è ancora tiepida! me la rido tra me e me, percorrendo le strade deserte del mio paesino che in questo momento mi sembre la cosa più reale e sensata che io abbia mai visto.

postato da: Luluisa alle ore 11:38 | link | commenti (1)
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martedì, 24 ottobre 2006

l'autunno

Un' amica mi ha chiesto perchè sono malinconica. Non pensavo di esserlo, ma rileggendo certe cose non posso non ammettere che abbia ragione.

Probabilmente è ancora forte in me l'immagine dell'erasmus che molti mi hanno descritto, e continuano a descrivermi. è difficile inserirsi col proprio passo e i propri tempi (soprattutto!) in una cosa che in tanti hanno vissuto.

la scelta dell'università forse non ha aiutato: certo io non posso uscire da lezione e farmi due passi per boulevard st. michel o prendermi una birra da portare ai giardini luxembourg.

ne parlavo con una ragazza italiana, anche lei alla ricerca di compagnia e di giornate un po' più parigine.

forse è davvero solo questione di tempo, del proprio tempo...

ad ogni modo, qualche istante fa ero in metro. fuori un cielo grigio immenso e dentro un ragazzino che suonava la fisarmonica. insieme a me tante persone, ognuna col suo zaino, senza una particolare espressione.

perchè cercare qualcosa di più vero se tutto cio' che c'è è questo?

alle volte mi fa piacere abitare fuori parigi, aspettare il treno, mangiare di fretta, essere stanca e sola come tutti.

in fondo mi piace il vento del nord

 

 

postato da: Luluisa alle ore 12:50 | link | commenti (3)
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venerdì, 20 ottobre 2006

due candele

ieri sono tornata a casa nel primo pomeriggio e ad attendermi sotto la porta c'erano due lettere. una di questa me l'ha mandata mia mamma. dentro c'è un piccolo foglietto, giusto per i saluti, e una foro scattata due settimane fa ai giardini luxembourg, che ci ritrae insieme a mia zia.

questa busta mi ha lasciato senza parole...giusto con un sorriso, quasi di riconoscenza.

durante una delle nostre visite alle chiese parigine mia mamma ha acceso due candele, una per me e una per mio fratello.

nessuna delle due va più a messa, nessuna delle due sembra più far caso a cose del genere... ma questo gesto mi ha commossa a tal punto da farmi sentire un' ingrata, e piccola, di fronte a mia mamma. non erano sentimenti negativi, tutt'altro.

ringrazio la mia mamma

 

 

 

postato da: Luluisa alle ore 11:24 | link | commenti
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mercoledì, 18 ottobre 2006

meditazioni culinarie

...in questo periodo ho coscienza soprattutto dei sapori e degli odori di questa città.

il burro, il profumo del burro passando vicino a pasticcerie, o panetterie, anche solo cafetterie.

la mattina presto puo' dare persino fastidio: è una presa allo stomaco, qualcosa di eccessivo e ingombrante tanto è dolce e avvolgente. il più delle volte comunque mi fa pensare a cose positive, alla semplicità in generale (anche se una mini pastina ti puo' costare anche due euro).

la senape, quella a granini, senza un particolare odore ma con un sapore preciso, ben definito, che all'inizio si fa strada a fatica per poi dare un calcio giù dal palato. al momento non mi sembra forte, direi piuttosto che mi pare decisa.

quella cose indefinibile che è la baguette. sinceramente devo ancora mangiarne di fatte bene (la maggior parte sono tiramollose), ma nulla ti dà sicurezza, in questa città, come avere una baguette sotto il braccio.

che basti una baguette e un po' di machissenefrega per sentirsi francesi?

postato da: Luluisa alle ore 16:46 | link | commenti
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En panne

sono seduta come al solito nella sala d'informatica della fac e di fianco a me c'è un computer con su scritto en panne (in italiano è uguale).

oggi mi sento anch'io cosi' e penso sarebbe carino, o quanatomeno utile, potersi mettere un cartello del genere nei momenti stanchezza generale.

ho appena finito un corso di fitness che nella mezz'ora finale insegna tecniche di rilassamento e concentrazione (modello yoga) e ora sono fisicamente più rilassata ma cerebralmente appesantita!

stamattina, in aggiunta, un ragazzo che vedo spesso a lezione cercava di aiutarmi parladomi di teorie e libri per la mia futura tesi (come lui possa sapere su cosa mi andro' a laureare, senza che io lo sappia, rimane un mistero della comunicazione). povero, lui è stato tanto carino, ma non ho capito pressochè nulla di quanto mi ha detto. mi sono concentrata ad un certo punto sul suono dellle parole e mi sono persa in una dimensione di totale sospensione...basta deconcentarsi un attimo e tutto puo' perdere di senso, non solo di contenuto ma credo anche di forma (la sua forma usuale).

che sensazione strana...ieri sono stata a cena con un ragazzo e una ragazza italiana e anche li' ho avuto la sensazione, per qualche attimo, di non essere in me ma di stare guardando la scena da un punto di vista esterno (...sarà perchè sto constatando che tutti ci provano con tutte tranne che con me?! il che non mi crea problemi o dispiaceri, anzi!, ma mi porta a pormi delle domande, tipo avro' qualcosa tra i denti? o cose del genere).

e poi, cosa ancora più buffa, devo ancora parlare di parigi nei miei post.

certo, non è necessario, alla fine mi rendo conto che sto redigendo una specie di diario...cmq mi fa un po' specie osservare che al momento non ho molto da dire su Parigi.

ma non allontaniamoci troppo con i pensieri. allo stato attuale faccio fatica anche solo a ricordarmi che giorno è!

postato da: Luluisa alle ore 16:32 | link | commenti
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martedì, 17 ottobre 2006

e il cerchio si chiude...

ho appena letto delle mail che mi sono arrivate e mi sono accorta di essere arrivata ad un punto in cui, se mi guardo in torno, scopro che i miei amici, bene o male, hanno imboccato le loro strade.

progetti che vanno concretizzandosi, all'università, con un nuovo lavoro, in un altro paese...è come un cerchio che va chiudendosi. ovvio, arrivati a quel punto non senti più di avere a tua disposizione quello spazio pressochè infinito di possibilità che sempre ti ha accompagnato, ma che importa se vedi che i tuoi amici sono sereni e finalmente appagati?

in erasmus le cose vanno diversamente, sei di nuovo di fronte ad un mare di strade, ma il fatto è che io penso di essere fuori tempo massimo. anche se ancora fumoso, so di avere un percorso in testa e allora si tratta, forse, di approffittare degli spunti delle varie strade per arricchire e concretizzare la propria.

non posso più confondermi (e perdermi) in  molte cose diverse, ma sono in grado di stringere il cerchio inglobando cose nuove.

se ci riusciro', questi mesi saranno davvero un'occasione...sia di apertura che di chiusura (et voilà la mia quadratura del cerchio...lasciatemi fare il commento: figata!)

postato da: Luluisa alle ore 12:44 | link | commenti
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lunedì, 16 ottobre 2006

la marea

a volte mi sembra di seguire i movimenti della marea...momenti di apatia e di stanchezza vengono sostituiti da vere e proprie illuminazioni! in un secondo, senza che tu l'abbia veramente scelto, un gesto o due parole ti cambiano molto più che la giornata. sembra che tutto possa funzionare, che non ci siano porte da aprire ma veri e propri cortili che ti aspettano, tutto assume una dimensione familiare, tua.

perchè non andare in spagna per un dottorato, perchè non iscriversi ad un'assocazione universitaria, perchè non cercare un lavoro?

è come qualcosa che inizia a gonfiarsi, chissà se ha un limite.

per ora voglio concentarrmi su queste illuminazioni e far si' che il livello del mare rimanga sempre alto

 

postato da: Luluisa alle ore 11:57 | link | commenti
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venerdì, 13 ottobre 2006

E tu chi chiami?

è proprio vero che la rete di contatti che una persona puo' mettere in campo costituisce il potere di quella persona.

 

stasera probabilmente si andrà ad una festa erasmus, la mia prima festa erasmus, per la precisione.

eravamo in tre a parlarne e si pensava a chi chiamare. mentre rovistavo nella mia testa una lista roboante di nomi indirizzi cellulari è spuntata fuori all'improvviso; per la verità le liste erano due e si sormontavano di continuo, nome su nome.

imbarazzata da tutte queste conoscenze me ne sono rimasta zitta, chiedendomi come potevo non avere niente da contrapporre.

alla fine una lista si è imposta autorevolmente sull'altra.

quel che conta è che stasera tutti andremo alla festa, con o senza lista

 

mio commento: free your minds 

postato da: Luluisa alle ore 16:26 | link | commenti (2)
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Questioni di lingua

Oggi ho avuto la cattiva idea di andare a seguire un corso in inglese. vi chiederete: ma hai cosi' voglia di complicarti la vita?! una lingua nuova non è sufficiente?

pensavo che mi sarei tirata su di morale, sarei stata in difficoltà come tutti, finalmente!

beh, in effetti è andata cosi', nessuno ci capiva molto (anche se mi sono resa conto che non è proprio vero che i francesi parlano male l'inglese...ma porc....!), ma ora sto vivendo un vero e proprio shock culturale. mi sembra quasi che anche i miei pensieri siano regrediti alla forma infantile del mio parlato.

oggi pensavo... io ho in mente qualcosa, qualcosa di intelligente, che ha una valenza per me e cerco di esprimerlo in un altra lingua.  questo pensiero pero' non riesco a tradurlo nè a traslarlo cosi' com'è, allora devo semplificarlo, via via, finchè trovo finalmente le parole per comunicarlo.

cosa esce dalla mia bocca in quel momento?

mi succede sempre, e sempre i miei occhi scintillano perchè gioisco nell'aver trovato un modo per esprimermi. purtroppo (e naturalmente) il parlante nativo che ho di fronte mi guarda fisso, non particolarmente interessato, ignorando la mia vittoria e recependo, il più delle volte,  un messaggio oscenamente banale.

che strano...

non credo che queste considerazioni mi porteranno all'afasia (anche perchè ammetto di non avere sempre granchè da dire) ma è bizzarro pensare a come possiamo essere differenti (lasciate stare la differrenza tra essere e sembrare) in un'altra lingua.

 

postato da: Luluisa alle ore 16:09 | link | commenti (1)
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