Cosa c'è di più brutto che beccarsi un raffreddore che non si decide a tramutarsi in febbre ma che comunque ti impedisce di fare qualsiasi cosa, di dormire, di leggere, di mangiare?
Beccarsi il suddetto raffreddore quando si è chiusi in quel di V., in una stanza di 10m2, senza cesso, soli, con la televisione come sola compagna...terribile.
Lo ammetto, mi sto trasformando in un vegetale (e in tal caso, il francese appreso alla tv non mi servirebbe più). Comincio a riconoscere i programmi televisivi, a che ora la mattina fanno Beverly Hills (!), a che ora i cartoni, etc. E a forza di fissare il tubo catodico (tra l'altro da molto vicino, date le dimensioni del tutto), mi sono resa conto che la televisione francese fa cagare quanto la nostra, se non di più.
Ok, nel mio iniziale entusiasmo, ero contenta dei programmi di Arte o dei filmetti praticamente senza pubblicità della prima serata. Ma fidatevi che a guardare per più di tre ore al giorno la tele, qualunque canale, c'è veramente di che rabbrividire...reffreddore a parte.
Oggi mi sono forzata ad uscire, ho deciso di rompere l'incantamento televisivo.
Mi vesto lentamente, non mi sento molto in forma. L'ascensore è ancora rotto, un passo dopo l'altro scendo i sette piani. Fuori il sole, l'aria mite.
Mi sembra di essere in convalescenza. I suoni mi giungono ovattati, e le immagini, sembra che sia rimasta assente una vita da questi posti.
La scuola deve essere finita da poco, i bambini corrono nel parco. Mi nascondo più che posso nella sciarpa, per paura del vento ma soprattutto dei bambini.
Raggiungo la cabina telefonica, chiamo a casa. Mia mamma si sorprende della mia voce, nonostante siano tre giorni che le scrivo che non sto bene. "Mi raccomando, stai coperta, che prendi freddo...".
Ormai sempre più convinta di stare sfidando la sorte m'incammino verso la stazione. Dovrebbe esserci chiaro ancora per un'oretta...aspetta, cosa fanno a quest'ora in tv?
Scenetta tipica, in tipico stile francese
Stamattina vado all'unico corso che ha il coraggio di trascinarsi avanti anche in questi giorni di festa (da che? perchè? non zo). Ci vado perchè spero che il prof abbia corretto il mio lavoro, e soprattutto lo abbia imbellettato con voto. Ovviamente non è cosi', come tante altre cose.
Ok, vado da lui, chiedo se ha corretto, dice quindi di no, e comincia il teatrino.
Ora, so che non ce n'era bisogno, ma mi sentivo di dirgli che non avevo avuto il tempo di far coreggere il lavoro da un francofono, ergo speravo riuscisse a leggere. E fin qui, comprensibile, anche all'orecchio d'oltralpe.
Il problema è sorto dopo, causa la mia immancabile sovrabbondanza di cortesia (...che poi!).
Allora, per farla semplice ma soprattutto dicendola in italiano, io volevo semplicemente comunicargli che era possibile che la costruzione delle frasi non fosse proprio corretta e mi auguravo, dato la sicura modalità espressiva di merda del suddetto lavoro (ma tutto cio' è rimasto implicito), che riuscisse almeno a capire il senso della cosa.
Va proprio detto: Stupore e tremori (anche se è più bello Stupeur et tremblements)!
Risposta sua: bon, cerchero' di districarmi.
Veramente, ma è freddezza d'animo, ottusità di spirito o meravilgliosa semplicità del vivere?
Ma alla fine, non si ha mai occasione di approfondire tali questioni. Si scappa tutti casa, è il cielo che decide.
Tempo di rentrée...primo corso alle nove, dopo una nottata quasi insonne per colpa dello stomaco vuoto (ma sarebbe meglio dire, del frigo vuoto) e di un libro che non avrei dovuto leggere fino a notte fonda.
Faccio fatica a pensare di aver passato in Italia cosi' tanto tempo. Sono solo le due e ho già preso un treno, une metro, seguito lezione, consegnato un devoir, visto S., visto A., fatto le scuse per il mio francese traballante, scancherato perchè ste stampanti non vanno...e mangiato una baguette!
Forse avrei bisogno di un periodo di acclimatamento (?!) per riprendere a pieno, ma sembra non ce ne sia il tempo.
I compagni carini ti chiedono come sono state le tue vacanze, tu rispondi, la lingua si scioglie e il cervello fatica a starle dietro... In realtà sono sicura, sento di potermi fidare, di me, ma penso sia meglio non smettere di sorvegliare i miei discorsi, ancora per un po'.
Mi sento immersa nell'ottundimento (che fa coppia con acclimatamento) più totale. E poi fa caldo...ma sono davvero tornata?
tra pochi giorni il rientro...pensavo mi sarebbe pesato di più rimanere a casa, invece scopro che nulla è cambiato, dentro di me.
non ho esattamente voglia di partire, ma so che non potrei rimanere qui a lungo. forse mi rattrista il viaggio che dovrò fare, da sola.
sono state delle vacanze in famiglia, niente di più. mi accorgo di quanto affetto ho bisogno.
a volte mi chiedo perchè bisogna fare le cose da soli, sentirsi soli...mi piace essere indipendente, prendere e andare, ma non sempre i tuoi legami possono venirti dietro.
il 31 ero a bologna, e non ho riconosciuto la stazione. J. parte, questa volta davvero.
Sono state delle vacanze malinconiche, e tristi.
Forse ho voglia di fermarmi, cessare di fare qualsiasi cosa, volgere il capo e vedere qualcuno vicino a me.