'con l'augurio di molte farfalle'

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martedì, 20 febbraio 2007

si fosse foco

La primavera è esplosa...non fosse per i guai in cui mi caccio ripetutamente (e su cui stendo un velo misterioso), queste sono giornate fantastiche, piene di luce ed energia.

Ieri apéro chez M., prima di passare da A. Entrambi stanchi, amareggiati da giornate stressanti, lo sguardo fisso davanti ad un bicchiere di kronembourg mischiata a sciroppo di limone...ad alleggerire i cuori, oltre al già citato sciroppo, il vocione di capossela.

è carina la casa di M, se non ci stesse lui me la prenderei io (e qui svelo l'odierno guaio). è una di quelle stanze un tempo riservate alla servitù (les chambres de bonne), ricavate in un sottotetto.

C'è tutto, cucina, bagno, persino un rumoroso topolino, e quindi persino una non tanto amabile trappola (trappete, o qualcosa del genere...ma tanto i topi son furbi, anche se non come i ratti...ah, il topo in francese è femmina...continuo a dirlo: che popolo!).

Insomma, si era davanti ad un bicchiere un poco torbido. M. attacca a leggermi le sue poesie in endecasillabi per la sua bella, io rispondo citando annunci ilmmobiliari, lui ribatte con racconti brevi, io posso giusto passare alla rubrica telefonica, voce "casa".

Si esce dopo un'oretta passata a scherzare sui nostri moderni mali. Di sotto, il boulevard ci accoglie, spoglio e sgombro come sempre.

Due passi fino a Nation. Entrambi nel cappotto (pardessus!), stringiamo ciascuno una bottiglia.

Sotto, in metro, due ragazzini cacciano malamente il signore che aveva attaccato a suonare. Accendono uno stereo, parte una reppata, cominciano a fare salti osceni e acrobazie attaccati ai pali del vagone.

Si arriva da A. La casa sembra già cambiata.

Lei presto partirà, mi spiace. Per un momento penso che dovevo partire anch'io...che cosa strana.

La serata scorre leggera. Trinchiamo (vedi "brindiamo"...S. mi ha spiegato tutta l'origine della radice....ma non ricordo più bene) in onore di A. Lei ride, sembra felice.

Come cenerentola, al solito corro al mio rifugio, per ora, almeno.

 

postato da: Luluisa alle ore 13:39 | link | commenti (1)
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sabato, 17 febbraio 2007

batofar

Il posto non era ancora pieno. Nonostante un cartello dicesse il contrario, un fumo denso e irritante si stava diffondendo per la sala.
Di donne ce ne sono poche, ci sarà da pazientare come al solito.
La musica, là sotto, è già cominciata. Il pavimento trema, il re della serata è al suo posto.
La musica già picchia: facce di ragazzi si scontrano tra di loro, si divincolano, urlano.
Là sotto, luci blu e verdi al neon, suoni metallici. Mi guardo intorno, al rallentatore.
Sul mio viso un sorriso incredulo, il sudore che comincia a scendere, i piedi inchiodati al pavimento, il ritmo incollato al mio corpo.
Daventi a noi un ragazzo ci da dentro, balla da dio. E ci muoviamo, ancora ancora.


Usciamo. Le statue di bercy emergono, sole; nell'aria un'identica domanda.
Parigi di notte da un autobus
postato da: Luluisa alle ore 12:37 | link | commenti
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impressioni contrastanti

Impressioni contrastanti, da un giorno all'altro.
Serate fredde, ventose, un treno che ti riporta  a casa, pieno di gente stanca, fatta, sola.
Serate calde, passate a bere, mangiare crepes, zucchero filato, finendo in un vecchio battello a ballare fino ll'alba.
Ora, fuori, il cielo risplende. Un'altra giornata, nuova, diversa.
I giorni passano, apparentemente uguali, sorprendenemente pieni.
Forse questa città non è mia, naturalmente non lo sarà, per ora, ma sono sue tutte queste impressioni.
postato da: Luluisa alle ore 12:12 | link | commenti
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lunedì, 12 febbraio 2007

resumé

Giornata di rentrée. Tra nuove e vecchie facce che ti salutano, mi muovo tra i casermoni di nanterre, un anno in più sulle spalle.

Piove, è ormai una settimana che puntualmente, al giungere del buio, comincia una fitta pioggerellina.

Sabato si è festeggiato chez M. Ho ricevuto regali, sorrisi, ma soprattutto troppo vino di bassa qualità. A metà serata ho rinunciato a seguire i discorsi, sicura che tanto prima o poi ci si ritrova ancora insieme.

Ieri giornata passata a vagabondare per Parigi: colazione a montmartre, visita alla villette, passaggiata lungo il canale que scorre da questa fino Stalingrad. L'aria limpida, il sole incoraggiante, un vento allegro e insolente...tanto da gettarmi un guanto nell'acqua.

E poi la sera, prima della cena a base di carne (e finalmente) con les filles (...le ragazze), appuntamento al palais royal per il tributo a Béjart...immagini proiettate sui muri del palazzo, luci e suoni ad accompagnare il tutto, tanti bambini a rotolare per terra senza preoccupazioni, un'arietta dolce a sfiorare i contemplanti.

Oggi di nuovo grigio. Stamattina ero mossa da buoni propositi (iscrivermi ad un corso di storia, ritirare dei compiti) ma nessuno di questi è andato a buon fine. Ho appena finito un corso di filo, che cos'è la democrazia? Bon, meglio ritirarsi a casa.

Finalmente mi è diventata chiara una cosa: il mio umore è veramente simile al cielo sopra Parigi, e questa credo sia una buona cosa.

 

postato da: Luluisa alle ore 16:37 | link | commenti
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venerdì, 09 febbraio 2007

giorni d'inverno

Era il primo pomerriggio. Stavo tornando a casa da Nanerre, in testa l'ultimo capitolo del libro letto sul treno.  Apro la porta del mio pianerottolo e già la vedo, da lontano: della posta sotto la mia porta.

La raccolgo. Oltre ad una bolletta trovo un foglietto che mi avvisa che c'è una raccomandata ad attendermi alle poste.

Entro ed inizio a studiare: ho ancora troppe pagine da finire. Tempo venti minuti e il pensiero della mia lettera si fa insostenibile.

Mi rivesto, prendo giusto la carta d'identità ed esco di nuovo.

Il sole illumina la giornata. Il giardino sotto casa è deserto, nonostante l'aria quadi dolce.

La posta non è lontana. Mancano una trentina di metri per avercela di fronte quando inizia a grandinare!

Si', non è pioggia, sono proprio chicchi minuscoli di ghiaccio. Cominciano a rimbalzarmi in faccia, sulle mani, fanno male 'sti piccoletti.

Affretto il passo e corro dentro l'ufficio postale. Lo sportello che fa per me è libero. La signorina prende con cura il mio foglietto, sparisce per un po' e se ne torna con una grande busta panciuta.

Con la busta tra le mani faccio per uscire, ma il cielo non ha ancora finito di riversare i suoi grani.

D'accordo, mi rannicchio per terra e apro il pacco. Non guardo il mittente,so già chi me lo manda.

Dentro due numeri de "L'internazionale", un cd di canzoni italiane, un buffo biglietto d'auguri, firmato mamma papà tommy.

Sorrido, quasi mi prende un attacco di riso. Tutto d'un tratto mi rimetto in piedi ed esco dalla posta, la busta sotto mano, correndo sotto il ticchettio della grandine.

Rido, contenta. Tra una scivolata e l'altra riesco a provare riconoscenza e tanto, tanto affetto.

 

postato da: Luluisa alle ore 12:16 | link | commenti (1)
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mercoledì, 07 febbraio 2007

imbiancata

Settimana di vacanza. I corsi riprenderanno solamente da lunedi'.

Stamattina dovevo sbrigare alcune cose in facoltà. Come al solito armata di buone intenzioni metto la sveglia alle otto, la spengo al suonare e mi risveglio alle dieci.

Dalla tenda filtra la solita luce del mattino, pallida. Pronta a trovarmi di fronte l'ennesimo cielo plumbeo tiro le tende...i rami degli alberi che arrivano sino alla mia finestra sono bianchi.

Rimango interdetta. Devo aprire la finestra per capire che fuori sta nevicando, lentamente, impercettibilmente, ma è neve.

Contenta mi preparo in fretta. Di striscio mi sfiora il pensiero di come cavolo tornero' a casa, se la neve s'intensifica.

Fuori dal condominio soffia leggermente il vento. La neve mi s'incolla ai capelli e alla sciarpa.

Persa nei miei pensieri cammino insicura. Ho scelto la buona mattina per uscire.

postato da: Luluisa alle ore 10:38 | link | commenti (1)
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