Spazio publlico, pubbliche scuse.
Attenzione attenzione. Uso il mezzo di cui mi sto appassionando, che mi porta a cercare un computer con connessione in ogni dove, per fare un annuncio.
Serio.
Cercasi badante. Per me.
Astenersi scansafatiche...questo è un duro lavoro.
Ieri sera stavo rischiando di rimanere chiusa fuori di casa. Ho dovuto chiamare l'ormai impagabile coinquilino perchè mi spiegasse, ma bene, tra una crisi di riso e l'altra, come girare nel modo corretto una chiave in una serratura.
Comincio a subodorare che il taglio alla corrente dei giorni scorsi fosse dovuto a qualcosa che ho fatto...
La settimana passata un uomo si è buttato sotto il treno che dovevo prendere; un autobs e una macchina si sono scontrati a Bologna prima che ci potessi salire, sull'autobus.
Cerco casa per un amico, col risultato che i proprietari muoiono, o impazziscono, insomma non hannno più alcuna stanza da affittare.
Non riesco ad accendere una candelina senza strinarmi i capelli, non devo più assolutamente mangiare il minestrone perchè mi ustiono il palato e per piacere, se avete a che fare con computer, o delle tesi da consegnare in tempi stretti, non passatemi accanto: ultimamente ho il potere di mandare tutto in tilt.
Quindi, non ce la posso fare...voglio una badante!
Ps: Matthew smettila di ridere!
Pss: prima che me lo dica la S. : BABBA!
Non riesco a toglierti gli occhi di dosso, non riesco a scansarti dalla mia mente.
Mi vieni incontro, camminando per strada. Lentamente, sorridente.
Non saprò mai chi sei, tu sei qui per salvarmi, credi che la menzogna sia la sola cosa che mi possa far felice.
Io non posso, voglio la verità, voglio soffrire...non posso fare a meno delle acque fredde.
Ma era una storia.
Non riesco a toglierti di dosso.
ACQUARIO: "Marte e Luna in bell'aspetto, sommando i loro effetti, vi fanno un'iniezione di energia che vi rende molto vitali. La fortuna arriva senza che dobbiate neppure girare l'angolo di casa".
Ma non avevano fatto i conti con la sfiga domestica.
In un afoso pomeriggio bolognese ricevo due telefonate inaspettate. E' Matthew, il coinquilino, non è partito, "ho combinato un casino ho combinato un casino, dai, ti racconto a casa".
Ci incontriamo in strada, a pochi metri dalla nostra via.
Questo mi viene detto: mi sono cadute le chiavi della macchina nel bagagliaio, e io l'ho chiuso, il bagagliaio.... poi .... Ci hanno tagliato la luce.
Da quel momento non si conteranno più le risa e le cazzate sparate per dare il giusto contorno alla giornata, per alleggerirla
Preso da un istinto paterno mi offre un super cornetto notturno strabordante di cioccolato fondente.
A lume di candela (tante, che si sciolgono velocemente, sparse un pò in tutta la casa) beviamo, lui fuma, ci raccontiamo sfortune, paure, incazzature, sogni.
Oramai manca poco all'alba...ce ne andiamo a letto svegli, lucidi, in mano una candela, un sorriso incredulo stampato su tutto il volto.
Mantova si è ritrovata, in questa 11esima edizione del Festivaletteratura, una novità al di sopra delle altre... in quei giorni (ben cinque, qui non si scherza!), due, a tratti tre, ragazze hanno distribuito per le strade abbracci, gratis.
Free hugs, coccole a go-go (les calins gratuits), strette spagnoleggianti...le ragazze si scusano, ma per questa edizione niente strette in salsa uscraina o russa.
Cinque intense giornate. Incominciate nella timidezza, col "porca miseria io qui ci abito! ", in mezzo a totali incomprensioni (...maaaa, il prodotto, do' stà?) e sguardi fuggitivi, se non schifati.
Questo, l'inizio. Perchè in seguito le nostre ragazze han fieramente innalzato i loro cartoni per la pizza, han mimato ciò che intendevano portare a quella folla (si sa che gli esempi aiutano sempre) e hanno suscitato l'interesse di tutti.
Le nostre, sì, sempre loro, hanno visto file di persone in attesa per un abbraccio, macchine fermate in mezzo alla strada pur di ottenere un caldo contatto, bambini, minuscoli!, stringersi tutti contro di loro, uomoni donne anziani giovani sorridenti, ridenti.
Una di queste due ragazze ero io. E ringrazio A. per avermi accompagnata in questa affettuosa cinque giorni.
Alla domanda che più frequentemente mi è stata rivolta, "Ma perchè lo fate?" ,credo di poter rispondere, ora...per la gioia, per il mio sorriso, per il sorriso degli altri, per un "grazie", per un sospiro, per un contatto energico e pure per uno timido...se ci penso, sento ancora la pelle d'oca, quasi fredda, e dentro una piacevole sensazione di calore che dallo stomaco si propaga, ovunque.
Tante cose son successe in questa settimana...proviamo ad andare con ordine.
Il mio primo pensiero va ad un lunedì passato, di una settimana fa.
Appena installata nella nuova casa, giusto il tempo di disfare i primi bagagli, esco, verso le 18h30, per andare da S.
Ci diamo appuntamento in piazza maggiore, quindi non ci troviamo subito. La devo chiamare, per farmi dire dov'è, di preciso. Riagganciato il telefono, accelero il passo e la trovo seduta sui gradini, di fronte ad un cafè. La sorprendo, mi siedo accanto e quasi urlo "Ciao!"...il viso le si distende e compare un bellissimo sorriso.
Parliamo tanto (e sono io a darci dentro), percorriamo le stradine più belle, ci sediamo giusto il tempo per vedere le foto della sua nuova casa, a parigi.
Qualche domanda rimane nell'aria, resta lì, ad aspettarmi...noi continuiamo a camminare tra la calura e le nostre novità.
Ci sediamo per mangiare. Ceniamo fuori, all'aperto, una piccola candela per vederci e qualche macchia di vino rosso, sulla tovaglia.
Tante, le parole dette...tanta la strada fatta, anche in seguito, fino alla stazione...tornando a casa a piedi avevo già la sensazione di star perdendo i contorni di quel pomeriggio.
Tante le parole, ma forse più gli sguardi, i pochi silenzi, l'imbarazzo nel pensare quanto sia stato bello il mio eramus grazie a te, le risa e le preoccupazioni, dovute alle battute e alle incertezze.
Quando ti sei finalmente seduta sul treno non hai più guardato in basso, fuori dal finestrino...io ero ancora lì, pronta col fazzoletto bianco ad assoporare la malinconia della tua partenza.
...ancora una volta, parlo tanto...ma spero ti sia piaciuto.
Rientro, in una casa nuova, con la prospettiva di risistemare tutto, di ripulire, di riorganizzarmi...ciò mi fa stare bene.
Giornata ovviamente sfigata, qui a Bologna, in linea con tutte le previsioni, le mie. Non si è mai visto un rientro fortunato.
Sbaglio anche l'autobus per andare a casa (da M., che mi aspetta per mangiare), mi tocca fare un pezzo dei viali a piedi, due borse, sotto il sole.
In segreteria non hanno saputo dirmi niente...ho aspettato, senza libri, guardando i muri di matematica, cercando l'aria filtrante dalla finestra e giocherellando con i piedi.
Ma stamattina, presto, non stavo bene, ora sì.
"Cambiare aria"...comincio sempre più a pensare che vada inteso alla lettera.
Stamattina ritardo sulla linea Piacenza-Bologna. Controllo l'orologio, con indifferenza, gli appuntamenti che ho non mi assillano, o non ancora. Il mio treno arriva puntuale nel suo ritardo. La gente indispettita e paonazza si accalca alle porte, lanciando occhiate torve. Salgo, trovo pure posto. I miei vicini, già seduti, parlano di un uomo. "L'hanno investito", "Magari si è buttato...". ... Stamattina è morto un uomo, sulla linea Piacenza-Bologna