'con l'augurio di molte farfalle'

Chi sono

Utente: Luluisa
Nome: Luluisa

Commenti recenti

Archivio

oggi
--- 2009 ---
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Categorie

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
sabato, 17 novembre 2007

un viaggio ha senso solo...

Stranamente in anticipo, stranamente, perchè era da molto che non mi ricapitava, mi metto in fila alle macchinette dei biglietti. L'orario è quello di punta, dalle porte sempre aperte della stazione fiotti di persone si riversano nell'atrio, urtandosi.

Non ho fretta e nessuno da salutare. Oziosamente alzo lo sguardo...al di sopra degli ingressi della stazione di bologna, incastonate nel vetro, il personale delle FS o chiperlui ha posto degli stralci di opere...niente di più che dell'adesivo, trasparente, a tenere insieme qualche frasetta bianca.

Leggo il pensierino posto in alto, davanti alla mia faccia...

...non c'è nulla di piacevole nel viaggio. Il viaggio è sofferenza, paura, sennò non è. Ecco il motivo dei nostri stati d'animo, sempre conflittuali, ed ecco il motivo stesso del viaggio: esso ci apre a noi stessi.

 

postato da: Luluisa alle ore 12:18 | link | commenti (2)
categorie:
venerdì, 09 novembre 2007

alterazioni

...si susseguono stati veloci d'alterazione. Il sudore freddo mi scioglie nel caldo, il sole mattutino cala nella nebbia, il vento frizzante arriva nelle ossa e i vestiti rimangono umidi, sulla sedia di casa.

Mi trovo spesso a non percepire ciò che mi accade intorno. Continuo imperterrita a fissare un arbitrario centro del mondo, senza darmi una via d'uscita...nulla si muove, o tutto vortica, non riesco a fermarlo, non riesco nemmeno a spostare il centro...io.

Ci provo, ogni giorno. Ieri è andata bene, oggi andrà male...se ci penso un fondo logico c'è, dai, ragioniamo!, aggiungiamo strati su strati, uno instabile uno stabile uno instabile uno stabile...cosa ne verrà fuori? è logica, è logica...

Basta poco per farmi ridere, pochissimo per sorridere...tutto spinge, tutto corre, io ci provo, tengo il fiato, ma qualcosa fugge, da me...lontano.

Sento la pelle elettrica, i tendini tirati, il sorriso pronto a bagnarsi, i muscoli in attesa di spasmi...

...io ci provo, dal mio centro, chiedo aiuto, un'invasione, venite a prendermi, ...a darmi una ragione?

postato da: Luluisa alle ore 12:08 | link | commenti (2)
categorie:
venerdì, 02 novembre 2007

nous, on est pas là

...decisamente ci sono certe cose che ultimamente mi riescono proprio male. Tra queste, i ritorni.

All'areoporto mi accoglie mio padre che prima di rispondere all'ormai usuale richiamo del cellulare mi chiede se sono andata in banca, se ho ritirato i soldi, se ho visto la proprietaria, se sono passata per quell'ufficio, ...

A casa, seduta a tavola, arriva la prima raffica, di cui conservo nel taschino solo la prima pallottola: "Allora, Parigi è sempre bella?".

Nel pomeriggio, neanche il tempo d'abbandonare seriamente lo studio, m'impegno a risolvere i problemi della nostra connessione remota. La signorina valentina al telefono mi chiede se mi ricordo la password di risposta alla domanda "Qual è la città in cui vorresti vivere?".

La sera, controllo il conto e ovviamente non vi è nessuna nuova voce, tra le sue frequentazioni.

Un bagno, bollente...sccccccccccch.

 

"In questo momento non mi vedo da nessun'altra parte, se non qui". Frase impegnativa, l'ho pronunciata io, ed è anche vera, ma non stasera, non in questo "qui", forse non ora.

Solo la radio a botto mi ha fatto uscire dalla vasca, io, appiattita e rintanata sotto la superficie d'acqua schiumosa.

No, non stasera, stasera vorrei davvero essere da un'altra parte, magari sola, certo meglio in compagnia, forse in macchina, con la radio accesa, o a piedi, intenta solo a camminare...nel freddo, avvolta nella mia sciarpa preferita, o baciata dal sole, all'aria frizzante.

Stasera, non qui.

Ma effettivamente non riesco a capire dove, anche perchè poi mi dico da sola che mi lamento troppo, e finisce tutto lì...appunto, lì... tra la mie voglie di correre, di ballare, d'urlare, d'accelerare in macchina, di bere una birra con gli amici...

Sott'acqua mi sono detta: i paesi freddi....ci puoi correre, a perdifiato, mica sudi, e poi sai come ti senti bene?!...

postato da: Luluisa alle ore 21:03 | link | commenti (6)
categorie:
giovedì, 01 novembre 2007

jeudi...avant le départ

...ultima sera, domani, presto, la partenza.
Il mio ultimo giorno non poteva essere più novembrino: pioggerellina, grigiore, fatui bagliori, ogni tanto, sparsi.
La mattina passata tra Abesses e Porte de Clignancourt, il pomeriggio rinchiusa nei sotterranei commerciali di Les Halles...chissà perchè ogni volta che esco dalla metro mi aspetto sempre che piova. E invece fuori da quella trappola, a pochi passi, sotto il cielo ormai blu, c'è l'hotel de Ville, le sue luci, c'è la Senna, ci sono M. e I., c'è Notre Dame, il suo biancore, i turisti, e poi ancora il ponte che non so ancora come si chiama, ma sì, quello che ti porta all'Ile S. Louis, la torre sdentata di Jussieu, ed appunto l'isola, i negozietti e là in fondo la cioccolateria. E S.

La sera, intorno al tavolo, sbucciamo stanchi le castagne. Non c'è vino, penso...andrà bene ugualmente.

L'ho ripetuto diverse volte, evidentemente ci credo: venire qui mi aiuta a percepire l'esistenza delle  possibilità...Parigi, le persone che la abitano, i miei amici, sono lì, testimoni di tutte le strade che spetta solo a te prendere, o no.

Parigi l'ho attraversata parecchio. Sono certa che i miei occhi neri hanno brillato. So che il mio cuore ha sobbalzato sopra tante pietre....

Mi trovo sempre in imbarazzo a dire come mi sento quando sono qui....troppo difficile? troppo semplice?...Sono incredula: incredula della bellezza di questa città, colpita dalla sua grandezza e complessità, stupita che si sia data, un poco, anche a me...non mi sembra possibile, non avrei creduto che una città simile, così femmina, potesse scoprirsi, tutto sommato facilmente.

Parto, carica, felice di aver di nuovo nelle orecchie il francese, di portarmi in valigia un libro e addosso un maglione nuovo. Parto, e domani mattina voglio che ci sia il vento, che il cielo sia grigio, che qualcuno mi rivolga la parola, o che mi guardi, laggiù nella metro.
Parto, non mi interessa sapere per quanto, non ne ho bisogno....enfin, Paris c'est à moi...ma Paris à moi.
postato da: Luluisa alle ore 23:03 | link | commenti
categorie: