Non riesco a dormire, e le paure la fanno da padrona, a quest'ora.
Pensavo: ma perchè c'è la nebbia a Bologna e devo sentir dire che è una città grigia? Perchè mi deprimo ad ascoltar brillanti discorsi d'impostazione filosofica? Perchè la poltrona della cucina ha le pulci, e io continuo a sedermici? Perchè non ho la pazienza e la tenacia di difendere il lavoro che ho portato avanti sin qui? Perchè temo di non essere tagliata per determinate strade? Perchè non vedo più, queste determinate strade? Perchè la musica che trasmettono per radio,la notte, è più bella di quella che passano di giorno? Perchè Veltroni ha quella faccia da maniaco sui cartelloni del Pd? Perchè mi agita pensare a mio padre che assiste alla mia discussione di laurea? Perchè tutte le persone che mi circondano, in questo periodo, sono tragicamente stanche? Perchè si dice "prima o poi..."? e perchè " perchè poi..."? e che cazzo vuol dire essere Peter Pan, di questi tempi? Perchè il senso di inutilità tronca tante mie conversazioni? Perchè non riesco a toccare le persone, alle volte? Perchè non si riesce a sfuggire alla sclerosi di sperimentare vuoti siderali ed illuminazioni fulminanti? Perchè nel 2008 si deve avanzare una lista elettorale in favore di una moratoria sulla legge 194? Perchè non conosco le canzoni che passano in discoteca? Perchè non so cosa vorrei fare, del tempo, di me, di questa città, delle mie frasi?
alle volte si desidererebbe congelare nel tempo determinate giornate per poterle assaporare in tutta la loro importanza...ma io mi domando...realmente riusciremmo a farci consapevoli della rilevanza di un evento imponendoci di studiarlo con cura e prescrivendoci passatempi speciali?
scatta l'una e ci si corica nella culla protetta da una nuova giornata, con la sensazione che nulla, veramente nulla, sia andato disperso.
mal di testa, feroce, credo sinuiseo...l'aria è bagnata, umida, la sento premere sulla fronte, la avverto, pesante, tirando su col naso...
ho corso, ho corso tanto, tanto da sentire la testa eccessivamente pesante e le braccia penzolanti, inerti, sui fianchi...
mi guardo intorno, forse è qui il traguardo!, ma le gambe non arrestano il passo, il capo si volge ancora vorticosamente a cercar punti di riferimento...
aspettavo il crollo del mio fisico...lo attendo, ma so che non arriverà, lui proseguirà per la sua strada, ostinatamente, a dare e ricevere ordini.
...spero almeno in un rifornimento, al volo