Cerco un libro, di viaggio. Le librerie sembrano esserne piene, ordinano uno dietro l'altro file di autori, di titoli...non so bene dove dirigermi, budapest, patagonia, cape horn...fiduciosa, attendo che un libro s'illumini sugli altri...ma non vedo nulla, nulla che non titoli "Paris", "Parigi: un week-end", "L'amour à Paris"...Invadente, dopotutto, l'illuminazione.
Il cielo si è finalmente rasserenato, il mio umore no...evidentemente metereopatico quando fa comodo a lui. I miei quadricipiti urlano di sforzo ad ogni gradino, il mio cervello indugia nella foschia e dal cielo piove pulviscolo.
Credo di essermi persa
...ma da qui si può uscire, anche senza acquisti?!
Guardandomi intorno, scopro cose nuove.
Di nascosto, furtivamente, osservo mio padre, i suoi anni, la fatica di un lavoro sporco, per giovani motivati...osservo mia madre, la sua sicurezza acquisita col tempo, la sua bellezza, incredibilmente spensierata, i suoi goffi tentativi di esser presente, per noi tutti...osservo mio fratello, il suo timido sorriso che tanto mi piace, i suoi moti di rabbia, le sue mani grosse che scorrono sulle corde della chitarra, i capelli raccolti e la tenacia aggrappata alle spalle...osservo l'allegria provocata da una notizia inaspettata, osservo l'amorevole constanza con cui si mandano avanti le relazioni, osservo occhi incollati allo schermo e mani pronte a falcate, osservo gente che corre piano, saltellando, che si muove veloce, forte sulle gambe...
Proprio quando credo di aver capito, tutto muta...osservo, metto da parte immagini, perchè possano dar frutto, un altro, oltre alla malinconia.